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GDOWeek – La mobile revolution porta vantaggi per il consumatore e per il negozio fisico che può comunicare in modo incisivo e puntuale

IL DRIVE TO STORE È MADE IN ITALY. Come si usano le tecnologie digitali per favorire il negozio fisico? Con percentuali variabili da Paese a Paese ma sempre superiori al 90%, il consumatore che acquista nel negozio fisico utilizza il device mobile per informarsi e scegliere. In alcuni paesi questa percentuale è superiore al 95%. In questo scenario, la sfida che noi vediamo è comprendere come i retailer possono usare lo smartphone per accompagnare il consumatore nel negozio e orientarlo nel percorso della spesa. Quindi vi collocate nell’ambito degli acquisti offline supportati da pratiche di infocommerce? Esattamente. Ormai tutti i consumatori hanno sempre sotto controllo lo smartphone, anche durante la spesa e questo ha delle ripercussioni importanti sulle scelte. Su questo versante stiamo lavorando con Walmart in Usa e Whole Foods in Australia. Nel concreto come si riesce a condurre il consumatore digitale nel negozio fisico? Rendendo il punto di vendita trasparente. Questo si realizza aggregando tutte le informazioni che sono all’interno dei punti di vendita quali la disponibilità dei prodotti, le promozione, le iniziative speciali in modo geolocalizzato.